Nel laboratorio il dato è tutto. È la misura del lavoro svolto, la prova della qualità e il fondamento delle decisioni operative. Tuttavia, in molte realtà il percorso che porta il risultato strumentale al sistema informativo passa ancora attraverso interventi manuali dell’operatore, con trascrizioni successive su supporti diversi e inserimenti nel LIMS. Un flusso che introduce rallentamenti e aumenta la complessità gestionale. In questo contesto nasce iGateway.

Due modalità operative a confronto
In un laboratorio di analisi, lo scenario è ricorrente: lo strumento completa l’elaborazione, il risultato viene visualizzato a schermo e l’operatore lo registra manualmente, su carta, su fogli di calcolo o direttamente nel LIMS. Un’operazione semplice nella forma, ma ripetuta centinaia di volte ogni giorno.
È nella ripetizione che emerge il principale fattore di rischio: valori trascritti in modo errato, unità di misura incoerenti o associazioni imprecise tra dato e campione. Anomalie spesso difficili da individuare, ma potenzialmente critiche per la qualità del processo.
Con iGateway il flusso diventa automatico: lo strumento analitico comunica direttamente con il LIMS ProLab.Q, eliminando le trascrizioni manuali. I risultati vengono acquisiti, validati tramite un’interfaccia dedicata e trasferiti al sistema informativo in tempo reale. L’operatore si concentra così su controllo, validazione e responsabilità tecnica.
Quando la gestione manuale diventa un vincolo operativo
Con l’aumento dei volumi analitici, la gestione manuale dei dati diventa progressivamente meno sostenibile. Processi distribuiti su strumenti differenti, controlli QA/QC non sempre integrati e una tracciabilità non centralizzata possono rallentare le attività e rendere più complessa la ricostruzione del flusso informativo.
La frammentazione del dato si traduce quindi in minore efficienza e in una maggiore difficoltà di controllo lungo l’intero processo analitico.
iGateway: un’architettura progettata per integrarsi
iGateway è il software di interfacciamento tra la strumentazione analitica e il LIMS ProLab.Q. Gestisce l’intero flusso informativo: acquisizione parallela da più strumenti, interfaccia per controllo e validazione, trasmissione verso il LIMS, storicizzazione e tracciabilità completa delle operazioni.
Uno dei principali punti di forza è la compatibilità: oltre 1.700 strumenti interfacciati, più di 70 marche, 350 modelli e 100 tipologie strumentali. Il sistema non impone una logica operativa, ma si integra con l’infrastruttura esistente del laboratorio, valorizzando investimenti e processi già consolidati.
Il valore di iGateway si traduce in benefici concreti per il laboratorio. Sul piano della velocità, grazie al trasferimento massivo dei dati e all’interfacciamento rapido di nuovi strumenti. Sul piano della flessibilità, attraverso la gestione di dati complessi, calcoli automatici e conversioni di unità. Infine, sul piano dell’automazione, con l’elaborazione simultanea di più flussi, il monitoraggio in tempo reale e l’eliminazione degli errori di trascrizione.
Il ritorno sull'investimento è facilmente misurabile. Per una nuova installazione di iGateway, comprensiva dell'infrastruttura necessaria, il ROI si raggiunge generalmente in 2-3 mesi. Nel caso di laboratori che utilizzano già iGateway e aggiungono una nuova licenza per interfacciare un ulteriore strumento, il tempo di ritorno dell'investimento si riduce a circa 2-3 settimane.
L'automazione del flusso consente inoltre di incrementare la velocità di inserimento dei dati fino al 75%.
Digitalizzare il flusso dei dati non significa semplicemente automatizzare un'attività ripetitiva, ma costruire un processo più affidabile, tracciabile ed efficiente. Con iGateway il laboratorio riduce il tempo dedicato alle operazioni manuali, migliora la qualità del dato e valorizza il lavoro degli operatori, che possono concentrarsi sulle attività a maggiore valore aggiunto.